{"id":10163,"date":"2021-10-20T17:02:23","date_gmt":"2021-10-20T16:02:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10163"},"modified":"2021-10-20T17:02:23","modified_gmt":"2021-10-20T16:02:23","slug":"i-forti-interessi-regionali-e-non-in-afghanistan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10163","title":{"rendered":"I forti interessi, regionali e non, in Afghanistan."},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-10165\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/30644350-afghanistan-politica-mappa-con-capitale-kabul-i-confini-nazionali-piu\u0300-importanti-citta\u0300-fiumi-e-laghi-560x405.jpg\" alt=\"30644350-afghanistan-politica-mappa-con-capitale-kabul-i-confini-nazionali-piu\u0300-importanti-citta\u0300-fiumi-e-laghi\" width=\"560\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/30644350-afghanistan-politica-mappa-con-capitale-kabul-i-confini-nazionali-piu\u0300-importanti-citta\u0300-fiumi-e-laghi-560x405.jpg 560w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/30644350-afghanistan-politica-mappa-con-capitale-kabul-i-confini-nazionali-piu\u0300-importanti-citta\u0300-fiumi-e-laghi-276x200.jpg 276w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/30644350-afghanistan-politica-mappa-con-capitale-kabul-i-confini-nazionali-piu\u0300-importanti-citta\u0300-fiumi-e-laghi-768x556.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/30644350-afghanistan-politica-mappa-con-capitale-kabul-i-confini-nazionali-piu\u0300-importanti-citta\u0300-fiumi-e-laghi-300x217.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/30644350-afghanistan-politica-mappa-con-capitale-kabul-i-confini-nazionali-piu\u0300-importanti-citta\u0300-fiumi-e-laghi.jpg 1300w\" sizes=\"(max-width: 560px) 100vw, 560px\" \/><\/p>\n<p>Credo che ormai risulti evidente anche ai non addetti ai lavori che nel cuore dell\u2019Asia Centrale si sia creato un pericoloso vuoto di potere, destinato comunque a essere annullato molto presto, per gli enormi interessi, in primis economici ma non solo, che si concretano attorno quei confini.<\/p>\n<p>Afghanistan, <em>buffer state<\/em> o stato \u2018cuscinetto\u2019, ha ripreso il suo ruolo tradizionale di territorio da conquistare da parte di varie potenze, che intendano condividerne le sfere d\u2019interesse o d\u2019influenza.<\/p>\n<p>Notizia poco nota in Europa: il 28 luglio 2021 il mullah Abdul Ghani Baradar, ora capo politico del governo <em>taleb<\/em> (i talebani) a Kabul, con altri sette membri della sua delegazione incontrava il Ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, a Tianjin (Cina). Poche settimane dopo, i talebani conquistavano anche la capitale afghana e gli \u2018alleati\u2019 occidentali, Usa e Nato, si ritiravano con molta ansia e altrettanta confusione dal territorio.<\/p>\n<p>Dalla met\u00e0 di agosto in poi, si sono succeduti tre attentati sanguinosi curati da un sedicente stato islamico Isis-K, a moschee afghane situate sul territorio, con notevoli \u2018danni collaterali\u2019. La popolazione afghana sta soffrendo per morte, povert\u00e0 e negazione dei \u2018diritti base\u2019 normalmente considerati \u2018civili\u2019 a ogni latitudine, non solo nei Paesi che si considerano \u2018democratici\u2019, a torto o a ragione.<\/p>\n<p>Chi dunque pu\u00f2 avere grandi interessi su quel territorio?<\/p>\n<p>Cina e Russia non hanno chiuso le ambasciate\u2026il Pakistan \u00e8 alle porte e l\u2019Iran offre aiuto agli sciiti afghani\u2026i principali protagonisti insieme a altri comprimari minori.<\/p>\n<p>Non bisogna dimenticare che la Cina ha un confine con l\u2019Afghanistan, di soli 92 km, ma notevolmente insidioso, qualora non ci fossero buoni rapporti tra i due governi. Rapporti resi assolutamente necessari dalla posizione strategica afghana nell\u2019Asia Centrale.<\/p>\n<p>Cosa \u00e8 trapelato dagli incontri sopra ricordati a Tianjin? Pechino ha necessit\u00e0 che il territorio afghano sia in qualche modo stabilizzato e non lanci attacchi alla confinante provincia dello Xinjiang. Si sa che la delegazione talebana aveva assicurato che, una volta ristabilito il governo islamico a Kabul, i governanti avrebbero impedito ogni tipo di attacco al suolo cinese, sempre che quello di Pechino si fosse impegnato economicamente per la ricostruzione dell\u2019Afghanistan.<\/p>\n<p>Il 16 agosto Pechino non chiuse l\u2019ambasciata: gli accordi erano stati presi prima\u2026.la grande Road Belt cinese non deve soffrire per scarsa stabilit\u00e0 nel settore regionale.<\/p>\n<p>La Russia ha ricevuto nei giorni scorsi una delegazione politica talebana per un summit internazionale sul futuro dell\u2019Afghanistan. Mosca non riconosce ufficialmente il nuovo governo di Kabul ma ne riconosce gli sforzi per arrivare a una stabilizzazione della situazione locale e tratta con gli esponenti politici di quella amministrazione, nella speranza che la situazione si evolva positivamente. Occorre anche ricordare come fin\u00ec disastrosamente la guerra-invasione sovietica in Afghanistan dal 1979 al 1989, con una ritirata veloce, anche se pi\u00f9 controllata e meno drammatica di quella dell\u2019agosto 2021, da parte degli USA e della Nato. Anche questo ricordo storico pesa probabilmente sulle determinazioni attuali di Mosca.<\/p>\n<p>Questo recente incontro ha visto la presenza ufficiale della Cina e del Pakistan, ma anche di rappresentanti ufficiali dell\u2019Iran (l\u2019altro governo fortemente interessato alla situazione interna afghana), e di stati confinanti come Turkmenistan, Uzbekistan, Tajikistan, Kazakistan e Kyrgyzstan, preoccupati per una migrazione incontrollata della popolazione afghana verso i loro territori e per le maldestre indicazioni di alcuni stati europei di renderli centri di accoglienza di quei profughi, in modo ufficiale.<\/p>\n<p>Si \u00e8 trattato di un incontro di grande importanza. A capo della delegazione afghana vi era il Vice Primo Ministro del governo di Kabul, Abdul Salam Hanafi, che aveva gi\u00e0 condotto, in prima persona nel passato, incontri con gli Stati Uniti e l\u2019Europa, figura di spicco della nuova compagine governativa a Kabul per quel che se ne comprende dalle sue dichiarazioni, persona preparata e di un certo spessore politico.<\/p>\n<p>Oltre alla Russia, anche la Cina, e gli altri stati presenti hanno chiaramente dichiarato che, per il momento, non riconosceranno quel governo ma daranno tutti gli aiuti umanitari promessi per stabilizzare e migliorare, se possibile, la situazione interna. Comunque il dialogo procede e le ambasciate restano aperte, permettendo ai rappresentanti nazionali di monitorare e sorvegliare da vicino l\u2019evolversi della situazione, anche con l\u2019aiuto efficace di membri dei servizi d\u2019informazione, specialmente russi e cinesi, di ben nota caratura professionale.<\/p>\n<p>Il governo sciita di Teheran \u00e8 direttamente interessato alla situazione afghana. Condivide con Kabul un confine di 921 km. Ha avuto rapporti difficili con il primo governo talebano, che non ha riconosciuto mai, perch\u00e9 sosteneva con armi e appoggio logistico l\u2019Alleanza del Nord anti-taleb. Ovviamente, quando gli USA, il nemico per eccellenza degli ayatollah, hanno lasciato il territorio afghano, dove sii erano insediati dal 2001, le autorit\u00e0 iraniane hanno commentato positivamente la \u2018novit\u00e0\u2019, peraltro comprendendo che ben altri problemi di stabilit\u00e0 ai confini si sarebbero presto manifestati.<\/p>\n<p>Una delle critiche pi\u00f9 forti \u00e8 stata quella di non inclusione nel governo di una minoranza sciita, gli Hazara, peraltro spesso perseguitati in Afghanistan.<\/p>\n<p>La situazione, molto fluida, \u00e8 in continuo divenire: l\u2019Iran, che si pone come uno degli Stati protagonisti di una possibile stabilizzazione afghana, ospiter\u00e0 una nuova riunione internazionale del settore regionale strategico il prossimo 27 ottobre. Sempre presenti Cina e Russia insieme agli altri stati confinanti. Obiettivo principale di Teheran \u00e8 quello di arrivare alla composizione di un governo afghano il pi\u00f9 inclusivo possibile con rappresentanza di tutte le etnie presenti, perch\u00e9 solo in questo modo, nella visione politica iraniana, si potr\u00e0 arrivare a una sicurezza e una pacificazione di quel territorio. Non bisogna poi dimenticare che l\u2019ISIS-K, che continua con una politica di attentati, \u00e8 insediata nella regione di Khorassan, condivisa dall\u2019Iran con l\u2019Afghanistan e rappresenta un serio pericolo anche per la regione di confine iraniana del Sistan-Baluchistan. Quindi il governo sciita ha assoluto bisogno che l\u2019omologo di Kabul sia armato in modo adeguato per evitare attentati e sconfinamenti di forze ostili alla politica di influenza espansiva di Teheran e sia forte sul territorio, per una sicurezza interna e soprattutto per quella dell\u2019Iran.<\/p>\n<p>Oltre agli interessi etnici, l\u2019Iran ha interessi economici molto forti perch\u00e9 ha esportato, anche durante il periodo di \u2018occupazione\u2019 americana, molte merci verso quel mercato, divenuto valvola di sfogo per le produzioni iraniane, strangolate dalle sanzioni americane. Serve poi al governo iraniano fermare l\u2019ingente flusso del commercio dell\u2019oppio attraverso la frontiera che invade i mercati in Iran, fattore di destabilizzazione economica e sociale interna.<\/p>\n<p>il Pakistan condivide il confine pi\u00f9 importante con l\u2019Afghanistan: \u00e8 lungo ben 2.670 km! \u00a0Ha permesso al mullah Baradari e sodali di rifugiarsi sul suo suolo, in attesa della ricostituzione, avvenuta, del governo talebano a Kabul. Come fanno notare molti analisti, per\u00f2, molti gruppi armati si sono addensati sul confine che per anni hanno attaccato postazioni pakistane anche con l\u2019aiuto attivo dell\u2019intelligence indiana mentre i Servizi informativi pakistani appoggiavano le formazioni talebane. Il ritiro delle truppe occidentali da Kabul, anche in Pakistan, come in Iran, \u00e8 stato valutato molto positivamente, nella speranza che una forte intesa con il governo talebano dia maggiore sicurezza alle frontiere pakistane e alla stessa stabilit\u00e0 del Paese, riuscendo a neutralizzare gli interessi indiani di destabilizzazione del Pakistan.<\/p>\n<p>Come \u00e8 intuibile, si tratta di una situazione assai complessa. Stabilizzare l\u2019Afghanistan pu\u00f2 essere possibile proprio perch\u00e9 gli interessi politici e economici regionali al conseguimento di tale obiettivo sono molteplici e diffusi ma tali leciti interessi devono fare i conti anche con i problemi del mondo islamico mai cos\u00ec diviso all\u2019interno, alla ricerca di una supremazia politica a livello globale, non solo nel Mediterraneo. Attendiamo gli eventi.<\/p>\n<p>\u00a9www.osservatorioanalitico.com \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Credo che ormai risulti evidente anche ai non addetti ai lavori che nel cuore dell\u2019Asia Centrale si sia creato un pericoloso vuoto di potere, destinato comunque a essere annullato molto presto, per gli enormi interessi, in primis economici ma non solo, che si concretano attorno quei confini. 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