{"id":10116,"date":"2021-08-20T12:40:50","date_gmt":"2021-08-20T11:40:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10116"},"modified":"2021-08-20T12:40:50","modified_gmt":"2021-08-20T11:40:50","slug":"kabul-in-memoria-di-un-vero-combattente-ahmad-shah-massoud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10116","title":{"rendered":"Kabul. In memoria di un vero combattente, Ahmad Shah Massoud"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-10117\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/afghanistan-massoud-01-580x295.jpg\" alt=\"afghanistan-massoud-01\" width=\"580\" height=\"295\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/afghanistan-massoud-01-580x295.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/afghanistan-massoud-01-280x142.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/afghanistan-massoud-01-768x390.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/afghanistan-massoud-01-300x152.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/afghanistan-massoud-01.jpg 935w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non ho mai conosciuto purtroppo il Leone del Panjshir, ucciso in una falsa intervista due giorni prima dell\u2019attacco alle Torri Gemelle, dai \u2018combattenti\u2019 del suo rivale, Osama Bin Laden.<\/p>\n<p>Un uomo di grande intelligenza, di origine tajika, ottimo comandante militare con quel carisma che avrebbe potuto unire la popolazione afgana se l\u2019Occidente avesse ascoltato quello che aveva da dire sui <em>taleb<\/em>. Gi\u00e0 ma la storia non si fa con i se\u2026eppure venne in Europa e spieg\u00f2 chi erano in verit\u00e0 i <em>taleb<\/em> ma ritennero che fosse solo un comandante ribelle in cerca di potere.<\/p>\n<p>Sto vedendo e rivedendo lentamente ben cinque ore di interviste fatte a Massoud e continuo a meravigliarmi della chiarezza con la quale analizzava la situazione nel suo Paese, fino a poco prima della sua morte. Erano troupes francesi che lo hanno seguito varie volte e hanno realizzato interviste allora, tra il 1997 e il 2001 comprese da pochi in occidente e oriente. Massoud aveva l\u2019interprete ma da alcune sue espressioni credo comprendesse almeno un p\u00f2 il francese ma saggiamente parlando di politica preferiva non cadere in errori di comprensione.<\/p>\n<p>Gli afghani sanno combattere molto bene non al modo \u2018occidentale\u2019, naturalmente. In mezzo alle montagne danno il loro meglio perch\u00e9 quel territorio non \u00e8 facile e devi esserci nato per capire come muoverti, con velocit\u00e0, astuzia e forza e utilizzando le risorse che lo stesso territorio ti offre. Quelle montagne sono i loro alleati. Massoud aveva sconfitto i sovietici nella vallata del Keran.<\/p>\n<p>Sta nel giusto chi dice che in Afghanistan \u00e8 facile perdere\u2026o vincere se hai gli strumenti giusti, che non sempre \u00e8 un armamento di altissimo livello.<\/p>\n<p>Pochi pensano che anche in quei casi \u00e8 molto importante l\u2019intelligence, la conoscenza della struttura difensiva del nemico; la sua logistica e il suo sistema di approvvigionamento. E Massoud ne fece grande uso perch\u00e9 aveva una fitta rete di informatori tra il popolo e anche tra le forze governative che non si riconoscevano nei loro governanti molto corrotti sostenuti dall\u2019URSS. Tutto questo serv\u00ec per pianificare gli attacchi dalle alte montagne che caratterizzano tutto il territorio.<\/p>\n<p>L\u2019Afghanistan \u00e8 sempre stato un territorio, un Paese formato sia da forze interne che da quelle esterne. Come il resto del Medio Oriente e dell\u2019Asia centrale, il suo territorio \u00e8 stato conteso per molti secoli da imperi rivali\u2026 da greci, indiani, persiani, arabi, turchi, inglesi e russi. Ben si sa che l\u2019ultima contesa imperiale \u00e8 stata quella tra la Gran Bretagna e la Russia nel XIX secolo che ha definito gli attuali confini dell\u2019Afghanistan.<\/p>\n<p>Dobbiamo anche ricordare che l\u2019Afghanistan \u00e8 una societ\u00e0 multi etnica, con realt\u00e0 definite largamente dall\u2019appartenenza a un gruppo etnico e alla situazione geografica che comunque limita l\u2019autorit\u00e0 di ogni governo centrale afgano sui suoi soggetti. Durante il XX secolo tutti gli esperimenti che gli afghani hanno fatto, loro malgrado il pi\u00f9 delle volte, con democrazie o monarchie costituzionali non hanno avuto successo; il Paese \u00e8 stato sempre governato da piccole \u00e9lite di uomini forti, spesso ma non sempre corrotti. Comunque pi\u00f9 che un governo nazionale sono le lealt\u00e0 tribali, le tradizioni e una fede immensa nell\u2019Islam che hanno sempre dominato la realt\u00e0 della maggior parte degli afghani.<\/p>\n<p>Possiamo dire che mentre l\u2019Afghanistan non \u00e8 riuscito mai a costituire un apparato statuale forte, il suo popolo, come stiamo vedendo in questi giorni, ha comunque un\u2019identit\u00e0 nazionale piuttosto forte. Una delle cose che normalmente si dice \u00e8 che gli afghani hanno sviluppato questa identit\u00e0 dall\u2019avere avuto un\u2019esperienza forte di resistenza agli stranieri e che comunque la geo-localizzazione della nazione se da una parte la isola, dall\u2019altra la fa ritenere un ponte commerciale fra continenti terribilmente appetibile, come \u00e8 successo e sta succedendo.<\/p>\n<p>Shah Massoud riusc\u00ec a averla vinta sui sovietici e di vittoria in vittoria i suoi mujaeddin riuscirono, anche con altre forze resistenti provenienti dal Pakistan, a respingere una forte armata, costringendola al ritiro. Dopo il ritiro sovietico, i combattenti resistenti afghani, che comunque non erano stati mai un movimento unico, combatterono tra loro stessi su chi avrebbe avuto il potere nell\u2019Afghanistan post sovietico. Vinsero coloro che arrivavano dal Pakistan, i <em>taleb<\/em>.<\/p>\n<p>La storia successiva \u00e8 ben nota. Massud rimase solo a combattere contro i <em>taleb<\/em> che si erano formati come movimento politico in Pakistan durante e dopo la guerra sovietica nei campi di rifugiati afghani. Erano emersi in Afghanistan nel 1994 avevano conquistato l\u2019area punjabi e Kandahar e si presentavano come eroi alla popolazione. Come noto marciarono su Kabul che presero nel 1996 proclamando per la prima volta l\u2019emirato islamico dell\u2019Afghanistan. Intorno al 2000, solamente il gruppo di mujaheddin del nord era rimasto al di fuori del controllo <em>taleb<\/em> con il loro comandante Massoud, assassinato dai combattenti del suo rivale, Osama Bin Laden.<\/p>\n<p>Il Tajiko aveva molto ben compreso chi erano i <em>taleb<\/em> e quale forza li animava. Mise in guardia l\u2019Occidente. Nessuno lo cap\u00ec o nessuno gli credette.<\/p>\n<p>Speriamo che suo figlio abbia ereditato le qualit\u00e0 del padre e la sua intelligenza militare. Non sar\u00e0 facile. La morsa dei <em>taleb<\/em> \u00e8 forte.<\/p>\n<p>In memoria di un grande combattente.<\/p>\n<p>\u00a9www.osservatorioanalitico.com \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un ricordo di Ahmad Shah Massoud, grande combattente.<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":10117,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[62],"tags":[4499,4500,2314],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/afghanistan-massoud-01.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2Da","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10116"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10116"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10116\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10121,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10116\/revisions\/10121"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/10117"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10116"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10116"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10116"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}