{"id":10069,"date":"2021-05-13T14:06:41","date_gmt":"2021-05-13T13:06:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10069"},"modified":"2021-05-13T14:13:44","modified_gmt":"2021-05-13T13:13:44","slug":"stella-rimington-la-prima-donna-a-capo-di-servizi-segretiinglesi-mi5-dal-1992-al-1996","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=10069","title":{"rendered":"Stella Rimington, la prima donna a capo di Servizi segreti\u2026inglesi, MI5 dal 1992 al 1996."},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10071\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Unknown.jpeg\" alt=\"Unknown\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Unknown.jpeg 225w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Unknown-150x150.jpeg 150w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Unknown-200x200.jpeg 200w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nome di Dame Stella Rimington \u00e8 ormai ben noto al pubblico inglese. Lo \u00e8 meno in Italia ma nonostante non vi siano al momento carte d&#8217;archivio sulle quali studiare, ci sono i suoi libri di ricordi e le sue interviste pubbliche (documenti dell&#8217;era contemporanea), per farne conoscere la storia al pubblico italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 interessante la vita di questa donna che ha raggiunto la responsabilit\u00e0 apicale di uno dei Servizi segreti pi\u00f9 sperimentati nella storia contemporanea, iniziando come per caso&#8230;per \u2018dare una mano\u2019 da segretaria e dattilografa. Prima donna a dirigere il Servizio. Ha aperto la strada: dal 2002 al 2007 Eliza Mannigham-Buller ha occupato quella posizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stata testimone e in parte anche artefice, del cambiamento epocale di MI5 sia per ruolo delle donne sia per alcuni cambiamenti operativi importanti, nel Servizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua autobiografia, <em>Open<\/em> <em>Secret<\/em> ci presenta una donna molto intelligente e positiva, avanti nei tempi. Attraverso i suoi ricordi fa anche rivivere un periodo storico negli Anni &#8217;60 in India e quello del terrorismo irlandese in Gran Bretagna, con gli occhi di un agente sperimentato, anche se all&#8217;epoca iniziale a New Delhi era solamente una impiegata a tempo parziale e poco o nulla sapeva di quell&#8217;arte nella quale si sarebbe dimostrata molto professionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nata nel 1935 aveva fatto studi assolutamente normali con laurea in <em>English Language and<\/em> <em>Literature<\/em> all&#8217;universit\u00e0 di Edimburgo, citt\u00e0 dove incontr\u00f2 il futuro marito, John Rimington, che stava per intraprendere la carriera diplomatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando il consorte ebbe la prima destinazione in India, Stella lasci\u00f2 il suo primo impiego nel <em>European Manuscripts Department <\/em>della<em> India Office Library <\/em>e lo segu\u00ec, sodisfatta di una nuova avventura che aveva forse inconsciamente atteso, come dichiara lei stessa. Arrivarono a destinazione nell&#8217;autunno 1965.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo un certo tempo, a Delhi, per\u00f2, la vita da moglie di un diplomatico inizi\u00f2 a annoiarla: essere indicata solo come la consorte del Primo Segretario, senza avere un ruolo attivo nel mondo del lavoro non le dava soddisfazioni. Un diplomatico, uno dei &#8216;Primo Segretario&#8217; accreditati presso il Governo indiano, le chiese se per caso avesse del tempo libero per aiutarlo in lavori di segreteria. Stella sapeva molto poco della struttura del Servizio e del concetto <em>defense forces of the realm <\/em>alla base degli impegni di MI5 e MI6, ma accett\u00f2 volentieri l&#8217;incarico, peraltro retribuito anche se modestamente, che la esimeva da alcune incombenze mondane per consorti di diplomatici, quali organizzare feste di beneficenza o confezionare giocattoli di pezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso ha ripetuto nelle interviste che inizi\u00f2 come semplice segretaria dattilografa, anche se le sue qualificazioni in questo settore erano particolarmente scarse: scriveva il suo superiore al Capo di MI5, nel presentare la nuova recluta, che era educata e discreta, affidabile, anche se &#8216;scriveva a macchina solamente con due dita&#8217;. In quei tempi il reclutamento di personale nei Servizi non seguiva determinati canoni o concorsi trasparenti ma dipendeva da funzionari-agenti che intravedevano, in alcune persone ritenute di sicura fede, possibili validi collaboratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">John scrisse personalmente ai genitori di Stella circa questo incarico perch\u00e9, come d&#8217;uso, sebbene assunta temporaneamente, la nuova impiegata, ancorch\u00e9 persona conosciuta, doveva avere quel che oggi si indica come nulla osta di sicurezza: accurate indagini non solo sulla persona ma anche sulla parentela stretta. Continuando ironicamente sul tema, scrisse anche che qualche giorno prima aveva ricevuto una strana telefonata, da interlocutore sconosciuto, durante la quale gli si chiedeva se era mai stato in un campo di prigionia con <em>influenza fascista&#8230; o comunista&#8230;<\/em>lo spettro di quegli anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quella estate 1967, oltrepassando una porta blindata, da aprire con una combinazione segreta, in fondo al corridoio della sede dell&#8217;Alto Commissario inglese a Delhi,\u00a0 Stella entr\u00f2 nelle segrete stanze, per scoprire che vi era anche un rappresentante di MI6: costui accreditato, come semplice <em>attach\u00e9<\/em> in lista diplomatica, si occupava ufficialmente di eventi politici, oltre a fare l&#8217;attore in alcune recite nella <em>British<\/em> <em>High<\/em> <em>Commission<\/em> <em>Amateur<\/em> <em>Dramatic<\/em> <em>Society<\/em>; sotto amabile copertura, come si conveniva a un agente del controspionaggio. Anche Stella recit\u00f2 in queste pi\u00e8ce amatoriali: la sua attivit\u00e0 a Delhi, sul palcoscenico, al momento della nomina a Direttore di MI5 fu simpaticamente ricordata dai giornali, nel senso che gi\u00e0 da giovane era stata sotto efficace &#8216;copertura&#8217;!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli inizi del suo lavoro in questo mondo &#8216;segreto&#8217; non furono particolarmente &#8216;eccitanti&#8217;, a suo dire. In quel momento uno degli obiettivi pi\u00f9 importanti di ambedue i Servizi, MI5 e MI6, era di comprendere quali fossero gli agenti dei Servizi informativi della parte avversa o coloro che facevano il doppio gioco. Secondo Stella, anche loro due, moglie e marito, come diplomatici, furono oggetto di un ben mascherato tentativo di reclutamento non riuscito dalla parte avversa. Faceva parte del gioco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo un anno, al cambio del rappresentante di MI5, la collaborazione di Stella fu reputata non pi\u00f9 necessaria ma la giovane donna inizi\u00f2 subito dopo a lavorare in Ambasciata presso un altro settore riservato del <em>Foreign<\/em> <em>office<\/em>, the <em>Information<\/em> <em>Research<\/em> <em>Department<\/em> (IRD), imbustando materiale propagandistico anticomunista per giornalisti, politici, accademici: infatti il compito principale dell&#8217;IRD in quei tempi era contrastare l&#8217;influenza sovietica anche con articoli e studi vari atti a favorire la posizione inglese in India.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il termine della missione del marito in India si stava avvicinando e nel febbraio 1969 i Rimington ritornarono a Londra. L\u00ec Stella prese contatto con il suo ex Capo in Delhi, per vedere se vi fosse la possibilit\u00e0 di divenire un membro permanente del Servizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa volta Stella ebbe un regolare colloquio attitudinale con due funzionari, un uomo e una donna responsabile del personale femminile, che, se ne accorse immediatamente, era trattato in modo molto diverso rispetto ai colleghi uomini. La politica di reclutamento, infatti, in quel tempo era la seguente: gli uomini erano ingaggiati, fin da subito, come &#8216;<em>officers<\/em>&#8216;; le donne potevano aspirare al massimo a una carriera di seconda classe, come <em>assistant<\/em> <em>officers<\/em> e collaboravano in ufficio ma non partecipavano alla raccolta informativa sul campo e\/o a operazioni di intelligence.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, molti degli uomini in MI5 provenivano dal servizio coloniale; giungevano in piccoli gruppi, a mano a mano che le varie colonie diventavano indipendenti: entravano come <em>officers<\/em> ma non era loro garantita una progressione di carriera n\u00e9 avevano la preparazione adatta per il nuovo lavoro che erano chiamati a svolgere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono interessanti e non banali le notazioni di Stella su come in quegli anni era vista la posizione della donna nel Servizio: tra la segretaria e governante di casa, sia pur di alto livello. Certamente ai nostri giorni tutto questo sembra impossibile da credere e valutare. Nel XXI secolo molto \u00e8 cambiato sulle aspettative di impiego dell\u2019elemento femminile da quei giorni. La Rimington era sicura che nessuno dei suoi colleghi uomini avesse mai pensato, allora, che stessero agendo in modo discriminatorio verso le loro colleghe e il problema del loro ruolo non si poneva nel Servizio.\u00a0 Peraltro ricorda che all\u2019inizio del suo lavoro nemmeno lei pens\u00f2 mai che questo rappresentasse discriminazione di genere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel giugno 1969 a Stella fu offerto il livello iniziale di impiego, nonostante avesse lavorato gi\u00e0 nel settore e avesse una laurea.\u00a0 Non proprio soddisfatta del grado assegnatole, accett\u00f2 comunque la sistemazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono anni ancora difficili nel mondo occidentale per la Guerra Fredda. La Sezione nella quale era stata inserita aveva come compito di identificare i membri dei vari partiti comunisti britannici e aprire dei dossier personali a loro nome, in particolare con informazioni tratte da fonti aperte: persone appartenenti a simili organizzazioni erano considerate automaticamente dal Governo come elementi non leali verso la patria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante fosse stata assunta a livello iniziale, \u00e8 proprio dal luglio 1969 in poi che Stella apprende i principi alla base di un lavoro di intelligence. Ricorda che il tutto le sembrava molto noioso ma fu sicuramente un&#8217;ottima base di partenza per penetrare lentamente una professionalit\u00e0 che l&#8217;avrebbe portata a dirigere il Servizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agli inizi Stella non ebbe un ufficio proprio ma fu collocata in una stanza stile lungo corridoio, insieme a giovani reclute <em>officers<\/em> (uomini) e <em>assistants<\/em> (donne). I supervisori erano due ufficiali anziani e due &#8216;signore&#8217; stile buona societ\u00e0: <em>two well-bred ladies of &#8216;a certain age&#8217;, from the twin-set-and-pearls brigade<\/em> la sua ironia \u00e8 rimasta famosa&#8230; Ricordava anche che aveva compreso di trovarsi in un mondo di &#8216;eccentrici&#8217;, quando osserv\u00f2 con suo divertito stupore che intorno alle 12.00 i suoi colleghi, aperti i loro cassetti, ne traevano bicchieri di cristallo di ottima fattura, bottiglie di sherry superiore per organizzarsi un elegante piacevole aperitivo prima di andare a mensa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come parte del suo addestramento pass\u00f2 un periodo lavorando nell\u2019archivio. Questo era il posto dove tutti i dossier del Servizio erano stivati. In questo reparto lavoravano solamente donne. Tra di loro vi era un certo numero di signore, da tempo l\u00ec impiegate, conosciute come le <em>Registry<\/em> <em>Examiners<\/em>, perch\u00e8 gestivano le richieste di vari agenti per documentarsi sui dossier; controllavano che tutte le pratiche fossero state organizzate con determinate regole e se queste non erano state seguite, rinviavano al mittente il carteggio con una \u2018notina\u2019 su carta verde. Ricordava Stella che quando questi dossier tornavano indietro, rappresentavano quasi una rituale umiliazione che faceva soffrire colui che le riceveva. In segreto queste signore venivano chiamate le <em>regine dell\u2019archivio <\/em>a capo del quale per\u00f2 era un uomo, uno solo in tutto l\u2019archivio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quel periodo si presumeva che i nuovi assunti dovessero gi\u00e0 conoscere quasi tutto e non erano certamente incoraggiati a cercare informazioni su come svolgere il proprio lavoro. Stella, per\u00f2, era di natura molto curiosa e faceva numerose domande ma subito comprese che la guardavano con un certo sospetto, tanto pi\u00f9 che era donna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai nuovi assunti veniva raccomandato fermamente di non confidare a nessuno dove stessero lavorando, nemmeno ai loro genitori e men che meno a fidanzati o fidanzate. C\u2019era, quindi, una ossessiva segretezza nell\u2019ambito dei Servizi di intelligence britannici durante la Guerra Fredda: le istituzioni del settore, sia occidentali sia orientali, temevano fortemente, a ragion veduta, infiltrazioni di agenti doppi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricorda spesso Stella che lavoravano sempre con la paura che uno di quelli che li circondava potesse essere una spia del blocco sovietico. Era applicato il concetto del \u2018non tutti devono sapere tutto\u2019 e in quegli anni tra il \u201860 e il \u201870 la massima segretezza era applicata a 360\u00b0.\u00a0 Questo tipo di comportamento dei quadri dirigenti, a vari livelli dei Servizi, fu un insegnamento per la Rimington. Notava per\u00f2 che tutta questa segretezza, ovvero <em>l\u2019etica della Guerra Fredda<\/em>, cos\u00ec la definisce, aveva naturalmente dei risvolti pericolosi, dando origine a una reale inefficienza anche perch\u00e9 le informazioni sensibili, tenute cos\u00ec nascoste, potevano non arrivare a chi invece avrebbe dovuto averle per lo svolgimento del proprio incarico. Quindi le indagini collegate potevano risentirne e non ottenere i risultati sperati. In altri termini questo senso di eccessiva segretezza aveva portato a una paranoia nel settore e, a volte, inefficienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1969 qualcosa inizi\u00f2 a cambiare per la Gran Bretagna. Nel Nord Irlanda vi era una violenza in continuo aumento che aveva approfondito le divisioni fra le due comunit\u00e0 locali, inglese e irlandese. Il movimento sui diritti civili aveva guadagnato terreno E nell\u2019aprile di quell\u2019anno una ventunenne, Bernadette Devlin, fondatrice del partito socialista repubblicano irlandese, era riuscita a farsi eleggere come membro del Parlamento per il Mid-Ulster. La situazione inizi\u00f2 a impensierire seriamente il governo di Westminster che ritenne di aver bisogno dell\u2019<em>intelligence<\/em> per gestire la situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quegli anni era pensiero comune che prima di lanciare un\u2019indagine, usando tutte le possibili risorse (intercettazione di comunicazioni, sorveglianza attiva in copertura e informazioni da agenti sotto copertura), bisognava dimostrare che esistesse una minaccia seria alla sicurezza nazionale: era importante per la protezione dei diritti e delle libert\u00e0 individuali che le risorse dello \u2018Stato segreto\u2019 (come veniva definito), fossero applicate solamente quando la situazione fosse tale da doverle richiedere. Ricorda Stella che, durante il suo periodo come dirigente del Servizio, molto spesso si trov\u00f2, con i suoi colleghi, a decidere se il livello della minaccia fosse da catalogare come un crimine organizzato o un estremismo libertario che giustificasse un\u2019azione di MI5 o se tali attivit\u00e0 rappresentassero invece materia di ordine pubblico che doveva essere lasciata alla polizia da gestire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando nell\u2019autunno 1969 Stella fu destinata per la prima volta alla Sezione irlandese, la situazione era ancora calma. Aveva poco personale in sede, ma era supportata da un piccolo gruppo di persone che, andate in Irlanda del Nord a lavorare, riferivano su quel che fosse opportuno fare. Il suo lavoro era semplice: mettere in ordine tutti i documenti generati al proposito e archiviarli in modo che potessero essere localizzati e usati, all\u2019occorrenza. Nel giro di poco tempo, la Sezione fu per\u00f2 sommersa da un flusso di documentazione imponente perch\u00e9 la pressione aumentava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu proprio quel periodo di fine Anni \u201860 che inizi\u00f2 il grande cambiamento strutturale e di operativit\u00e0 di MI5: stava emergendo anche una seria minaccia di terrorismo alle porte della Gran Bretagna, domestico e internazionale che marc\u00f2 un cambiamento significativo nell\u2019uso delle risorse, allontanandosi progressivamente dai tradizionali obiettivi della Guerra Fredda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Sezione stava divenendo sempre pi\u00f9 importante ma Stella, ancora <em>assistant<\/em> , fu inviata a lavorare in un reparto che da tempo si occupava di quello che era comunque rimasto un nemico importante, i Servizi informativi dell\u2019Unione Sovietica: scoperti i \u2018<em>Cinque di Cambridge\u2019<\/em>, MI5 si trovava di fronte alla necessit\u00e0 di approfondire quale fosse stata in realt\u00e0 la rete che quelle spie avevano gettato intorno a s\u00e9, ovvero trovare i loro collaboratori occulti per renderli inoffensivi. L\u2019inchiesta fu attuata e conclusa, ritenendo che nulla di importante fosse successo a questo riguardo. Intanto, a giudizio di Stella, era interessante comunque monitorare in quel periodo la situazione dello spionaggio nemico in Gran Bretagna, sempre molto critica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo sembra essere il momento in cui la giovane impiegata, nonostante fosse un <em>assistant<\/em> <em>officer<\/em>, avesse iniziato a comprendere meglio quale potesse essere il ruolo di MI5 nel settore: esperienza che ebbe un certo peso quando ne divenne il Direttore. In effetti il Servizio stava iniziando a cambiare: il gruppo di ufficiali provenienti dall\u2019ex servizio coloniale si stava esaurendo e erano necessari nuovi reclutamenti, sebbene ancora fatti sulla base di conoscenze personali, come era avvenuto per Stella in India.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agli inizi degli anni 70 le donne del Servizio iniziarono a non essere soddisfatte del loro livello impiegatizio inferiore. Si erano rese conto che avevano maturato la stessa professionalit\u00e0 degli uomini e spesso rimaneva loro difficile lavorare con qualche collega <em>officer<\/em> che, magari recentemente assunto, ne sapeva meno di loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019alba dei suoi 37 anni, dopo essere gi\u00e0 stata quattro anni nel Servizio a Londra e un anno in India, Stella inizi\u00f2 a pensare che era giunto il momento di cambiare, non volendo peraltro accreditarsi come \u2018rivoluzionaria\u2019 in un ambiente che non vedeva di buon occhio protestatari interni. Il momento decisivo di pensare a una richiesta in merito fu quando si trov\u00f2 ad essere <em>assistant<\/em> <em>officer<\/em> di un giovane fresco di universit\u00e0, ventitreenne, appena reclutato che non aveva evidentemente la sua competenza nel settore. Attese il momento della sua annuale intervista con il capo del personale e afferr\u00f2 l\u2019opportunit\u00e0 di chiedere per quale ragione lei e le altre colleghe non potessero diventare <em>officer<\/em>, lasciando interdetto il suo interlocutore perch\u00e9 non era mai accaduto che una donna ardisse divenire un membro <em>officer<\/em> di MI5.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A met\u00e0 degli Anni \u201870 i cambiamenti dedicati agli elementi femminili non furono gli unici che si ebbero nell\u2019ambito del Servizio, considerato che erano necessarie nuove professionalit\u00e0 per poter abbattere il terrorismo, sorto proprio agli inizi di quel periodo, che stava per portare cambiamenti profondi della cultura e dei metodi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stella aveva idee molto chiare rispetto al futuro, sostenendo che in un\u2019organizzazione di intelligence servono qualit\u00e0 differenti che si trovano sia negli uomini sia nelle donne e forse sono proprio le differenze di genere quelle che servono in un settore cos\u00ec complesso. Una donna gi\u00e0 proiettata nel XXI secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti pregiudizi, per\u00f2, persistevano ancora sull\u2019utilizzazione degli elementi femminili nel settore operativo: era idea comune che nessun agente dell\u2019intelligence, compresi i Servizi sovietici, avrebbero preso direttive da una donna; inoltre non si poteva mettere una donna a diretto contatto con qualcuno proveniente da paesi arabi perch\u00e9 le differenze culturali erano cos\u00ec forti da non poter essere superate. \u00a0Non potevano essere impiegate nemmeno nell\u2019antiterrorismo in Irlanda, lavoro pericoloso e, in quanto tale, a loro non adatto. Tantomeno potevano operare in settori di collaborazione con la polizia perch\u00e9 di sicuro un poliziotto non avrebbe mai considerato una donna come collega. Si faceva poi riferimento al posto della donna nella famiglia, per non concederle posti di rilevante responsabilit\u00e0: il lavoro nell\u2019intelligence era quasi totalizzante ma Stella sosteneva che anche per l\u2019elemento maschile era importante tornare a casa proprio per poter mantenere un equilibrio personale, anche nel lavoro. Quindi non vedeva le differenze. Ancora per\u00f2 queste erano ben chiare ai responsabili dei Servizi informativi, non solo Gran Bretagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La promozione arriv\u00f2 ma fu un caso isolato, <em>ad personam<\/em>. Era, per\u00f2, stata avviata la discussione sulla discriminazione di genere nella societ\u00e0 inglese di quegli anni e la sua promozione contribu\u00ec ad abbattere un muro perch\u00e9 negli anni seguenti molte donne furono reclutate direttamente come <em>officer<\/em> e altre, che erano state solo segretarie, furono promosse al rango di <em>assistant<\/em> <em>officer<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il nuovo livello, finalmente Stella poteva condurre indagini in proprio, dedicandosi alla ricerca di altre informazioni sul \u2018circolo di Cambridge\u2019. Lentamente l\u2019approccio verso le donne nel Servizio stava cambiando e questo lo dimostra un primo impegno operativo a responsabilit\u00e0 esclusiva di Stella, quello di ottenere informazioni utili da un marinaio di una nave mercantile del blocco sovietico che, in uno dei suoi viaggi in Gran Bretagna, aveva informato un poliziotto locale che avrebbe avuto volentieri un contatto con qualcuno dei Servizi di intelligence inglesi perch\u00e9 aveva informazioni da dare. L\u2019operazione fu un successo anche se l\u2019uomo, dopo un primo sdegnato rifiuto di parlare con una donna, si convinse a essere intervistato da lei. Le informazioni che le confid\u00f2 risultarono di rilevante importanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo evento segn\u00f2 un punto di riferimento nella scalata delle donne alla carriera e in particolare per la Rimington, per raggiungere posti di maggiore responsabilit\u00e0, fino a divenire il vice direttore della Sezione \u2018agenti del blocco sovietico\u2019 nel 1980.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Erano anni in cui si cercavano febbrilmente le spie dei nemici, con successo, tanto che nell\u2019aprile 1971 furono espulsi dalla Gran Bretagna ben 105 agenti dell\u2019intelligence sovietica e delle le nazioni che facevano parte del Patto di Varsavia, tutte molto ben rappresentate sotto diverse coperture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 1976 fu un momento di picco della Guerra Fredda e in quel periodo il blocco oltre cortina era particolarmente attivo. Il KGB contava pi\u00f9 di12.000 agenti, solamente in una delle sue Direzioni, quando Gorbaciov divenne Segretario generale del partito comunista sovietico: e molti di questi agenti erano stati inviati in missione all\u2019estero. In Gran Bretagna costoro cercavano di avere informazioni dal punto di vista militare, economico, politico, scientifico e tecnico. Dispiegavano altres\u00ec una grande attivit\u00e0 per il reclutamento di informatori locali e di agenti doppi. Un momento di notevoli successi per i Servizi di intelligence sovietici. La sorveglianza sulle rappresentanze diplomatiche dei Paesi del Patto di Varsavia era naturalmente molto forte e di una parte se ne occupava direttamente Stella, ormai come responsabile del settore. In quel momento, poich\u00e9 gli agenti sovietici andavano particolarmente in cerca di documenti che fossero stati classificati \u2018segreti\u2019, il Servizio riusciva a far passare carteggio falsamente classificato \u2018segreto\u2019 allo scopo di disseminare informazioni distorte, in parte confezionate nella sua Sezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricorda Stella che in quel periodo di Guerra Fredda i Servizi di intelligence del blocco sovietico rappresentavano una seria minaccia alla sicurezza nazionale. Quando Oleg Gordiewsky, gi\u00e0 agente doppio in favore dei britannici, all\u2019interno della cellula KGB in ambasciata, disert\u00f2 la sede dell\u2019intelligence sovietica a Londra, il Servizio ebbe la conferma con le sue rivelazioni che il piano di prevenzione contro le infiltrazioni di quel blocco era stato efficace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo tre anni a capo della Sezione \u2018agenti del blocco sovietico\u2019, ebbe l\u2019incarico di Assistente del Direttore di una delle Sezioni competente per la lotta all\u2019eversione, in un periodo di disordini politici e di attivit\u00e0 sovversiva, soprattutto a Liverpool. La pi\u00f9 gran parte di quelle sommosse erano fomentate dal mondo comunista, probabilmente con il consiglio e l\u2019appoggio dell\u2019ambasciata sovietica a Londra e delle organizzazioni trotskiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu difficile per lei e per il Servizio decidere se queste attivit\u00e0 erano di sicura competenza di MI5 perch\u00e9 classificabili come funzioni di difesa della democrazia. Una sua interessante notazione rispetto all\u2019operativit\u00e0 di un Servizio informativo \u00e8 che questo debba monitorare una nuova minaccia per la sicurezza dello stato pi\u00f9 che prevedere teoricamente possibili pericoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre ricordare che l\u2019operativit\u00e0 contro le sommosse agli inizi degli anni \u201880 era basata sulla definizione di eversione data dal Parlamento negli anni \u201870. Lo stesso concetto fu poi incorporato nel <em>Security Service Act<\/em> del 1989: l\u2019eversione era definita come azioni che intendevano rovesciare o minare la democrazia parlamentare con mezzi politici, industriali o violenti. Era focalizzato sulla ostilit\u00e0 al processo democratico ma non aveva mai incluso il dissenso politico, espresso nelle dovute forme legali. Un difficile periodo di lavoro proprio per la situazione interna in Gran Bretagna in un momento di forte disordine politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu per\u00f2 un momento storico durante il quale Stella fece una esperienza notevole nel contrasto all\u2019eversione, facendo riconoscere la sua abilit\u00e0 professionale tanto da divenire Direttore della Sezione controterrorismo. Un incarico molto articolato e sensibile: doveva fare in modo che la pianificazione dell\u2019attivit\u00e0 dei suoi agenti, il loro addestramento e le risorse finanziarie, il tutto fosse usato correttamente e in sintonia con le direttive politiche del Governo del momento. Doveva delegare ai suoi agenti l\u2019operativit\u00e0 sul campo (avrebbe preferito esserci lei stessa) e comprendere le conseguenze politiche che ne potevano derivare dal loro comportamento. In quel periodo andava spesso a Whitehall per coordinarsi con il Gabinetto del Primo Ministro e quindi divenne in quei luoghi un volto noto. Il suo modo di agire, per\u00f2, non fu molto benvisto dalle autorit\u00e0 del Servizio che, all\u2019epoca, ritenevano che i corridoi del Parlamento e gli Uffici del Primo Ministro conoscessero il meno possibile di quel che MI5 sapeva e quindi raramente frequentabili. Fu questo un momento di crisi per Stella che sentiva una crescente ostilit\u00e0 intorno alla sua persona, tanto che, nonostante la recente promozione, decise di cercare un altro impiego: in particolare si candid\u00f2 al posto di Rettore di una prestigiosa accademia per ragazze, la Roedean. Doveva per\u00f2 nel suo curriculum segnalare quale era stato il suo lavoro fino a quel momento: la massima segretezza che ancora circondava il Servizio e i suoi agenti non le avrebbe permesso di spiegare chiaramente quello che aveva fatto prima. Scrisse, per\u00f2, qualcosa apertamente al riguardo che lasci\u00f2 interdetti coloro che dovevano esaminare la sua richiesta, per la franchezza dell\u2019esposizione. La sua candidatura non fu accettata perch\u00e9 \u2018non aveva precedenti esperienze nel campo dell\u2019insegnamento\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi verso l\u2019Istituzione fu accompagnata da una crisi nella vita personale: Stella e John decisero di separarsi. Risultava dunque vero quel che nel passato le avevano detto e che aveva ritenuto una discriminazione e cio\u00e8 l\u2019impegno di lavoro in quel settore era molto coinvolgente e che poteva portare a notevoli difficolt\u00e0 in famiglia, specialmente se anche l\u2019altro coniuge aveva una personale carriera interessante e di valore? Ma non fu un problema per lei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua carriera continuava ad avere successi: nel 1986 divenne Direttore del controspionaggio e cinque anni dopo nel 1991 raggiunse il posto apicale, diventando Direttore Generale e a quel punto il suo nome fu noto a tutti. L\u2019imbarazzo di non saper cosa rispondere agli amici che le chiedevano quale fosse il suo impiego svaniva finalmente. Spesso aveva dichiarato di essere un rappresentante di cosmetici o un venditore di stivali!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha ispirato la figura femminile interpretata da Judy Dench nel film \u2018Casin\u00f2 Royale\u2019, evidentemente il superiore, se non proprio il Direttore di MI5, dell\u2019agente 007, figura ideata da Jan Fleming nei suoi romanzi. In una scena del film la donna, che come taglio di capelli, richiama molto quello della Rimington, rimprovera James di avere ucciso una probabile spia, quando sarebbe stato invece molto pi\u00f9 proficuo interrogarla. Ben si sapeva nell\u2019ambiente che Stella si era sempre battuta contro l\u2019idea, divulgata dai romanzi di Ian Fleming e John Le Carr\u00e9, che un agente dell\u2019MI5 avesse la licenza di uccidere E che il mondo dell\u2019intelligence fosse pieno di intrighi e di uomini particolarmente intelligenti o affascinanti come Alec Guinnes o Sean Connnery. Nelle numerose interviste concesse e nelle sue memorie ha sempre ribattuto che nessun agente dei Servizi informativi inglesi avesse mai avuto la libert\u00e0 di uccidere un avversario e soprattutto che, nonostante fisiologiche gelosie di mestiere, il lavoro veniva svolto con seriet\u00e0 e professionalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1996 Stella ha lasciato il servizio attivo e \u00e8 divenuta un\u2019apprezzata autrice di romanzi di spionaggio nei quali ha riversato quella che \u00e8 stata la sua esperienza professionale, firmando i libri con il suo vero nome.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da Direttore del controspionaggio, prima, e poi come Direttore Generale, la Rimington cur\u00f2 molto la collaborazione e soprattutto la condivisione dell\u2019intelligence con gli alleati pi\u00f9 vicini della Gran Bretagna e cio\u00e8 gli Stati Uniti e le Nazioni del Commonwealth, che la portarono a fare frequenti viaggi non solo a Washington, ma anche in Australia, Canada e Nuova Zelanda, ampliando la sua conoscenza di altri sistemi informativi. Ha sempre ricordato che fu la Guerra Fredda a condizionare le direttive del lavoro d\u2019intelligence ed era allora chiaro che qualsiasi efficiente difesa contro gli sforzi massivi dell\u2019URSS e dei suoi alleati nel Patto di Varsavia avrebbe dovuto comportare la pi\u00f9 forte collaborazione fra i Servizi informativi occidentali, sempre con la paura che qualcuno di essi non riuscisse a contrastare la penetrazione di qualche agente nemico, come poi avvenne in alcuni casi; nel 1989, con la dissoluzione dell\u2019Unione Sovietica, cess\u00f2 l\u2019influenza invadente della Guerra Fredda anche su MI5. Questo evento sembr\u00f2 quasi non essere stato previsto, nota la Rimington, ma fu chiaro che ebbe un effetto dirompente sull\u2019organizzazione di tutti servizi occidentali e sulla professionalit\u00e0 degli agenti dell\u2019ovest e dell\u2019est che dovettero rapidamente riconvertirsi ai nuovi modelli di raccolta informativa e relativa analisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua stagione dirigenziale si dovette spesso confrontare con il terrorismo, quello irlandese e quello che si affacciava nel panorama internazionale, in particolare con dirottamenti di aerei e altre forme di lotta cruenta come la presa e spesso finale uccisione di ostaggi. Il che comportava la ricerca di un nuovo approccio per fronteggiare quelle sfide alla sicurezza internazionale. Questo comport\u00f2 nuove relazioni pi\u00f9 strette anche con i Direttori dei Servizi \u2018segreti\u2019 europei. Fu questo un momento di grande impegno per la Rimington, che persegu\u00ec con intensit\u00e0 il nuovo approccio di MI5 all\u2019intelligence, soprattutto quello di condividere informazioni molto sensibili agli Stati oltre confine in modo da allertare qualsiasi territorio stesse sotto minaccia terroristica, partecipando a quasi tutte le riunioni dei Direttori dei Servizi informativi occidentali, attuando la nuova filosofia operativa di MI5.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da Vice Direttore Generale del Servizio, prima, e poi nella pienezza dei suoi poteri di Direttore Generale, riusc\u00ec nella difficile impresa, non senza contrasti anche politici, di riorganizzare il servizio di controspionaggio, riuscendo a sottrarre alla <em>Metropolitan Police Special Branch<\/em> la competenza esclusiva che aveva sempre avuto nelle operazioni contro il terrorismo irlandese sul territorio della Gran Bretagna, allo scopo di dare una linea pi\u00f9 corretta e performante a quella Direzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le interviste che ha rilasciato, interessandosi anche di politica internazionale attuale, sono molto interessanti: una donna sicuramente avanti nei tempi, che si \u00e8 saputa collocare con intelligenza, non scevra da ambizione personale, in un momento di cambio epocale, trovando la via giusta per inserirsi e aprire la strada per altre funzionarie, in quel particolare settore che \u00e8 sempre stato fin dagli inizi terreno riservato all\u2019elemento maschile, salvo qualche rara eccezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stella Rimington ha avuto certamente una vita interessante e una carriera soddisfacente, aiutando altre donne a averla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9www.osservatorioanalitico.com \u2013 Riproduzione strettamente riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Propriet\u00e0 letteraria: MGPasqualini<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia di Stella Rimington prima donna a capo di MI5 dal 19912 al 1996<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":10071,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1516,1515],"tags":[4484,4483,4481,4482,4480],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Unknown.jpeg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2Cp","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10069"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10069"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10069\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10074,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10069\/revisions\/10074"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/10071"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10069"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10069"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10069"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}