Medio Evo prossimo futuro presente!

Medio Evo prossimo futuro presente!

Qualche riflessione ad alta voce….Una veloce analisi storica della situazione attuale: Califfato, Isis, errori del mondo occidentale, peshmerga curdi…

Ragionare o analizzare quel che sta accadendo non è facile, nemmeno per chi da anni si occupa di analisi geopolitica.

Da dove iniziare: dalle teste mozzate? Da confini messi in discussione in Medio Oriente e altrove? Da un generale imbarbarimento di costumi… anche nell’elegante e democratico mondo occidentale? Ecco: forse occorre iniziare da qui. Se mai ci fosse un punto dal quale iniziare.lyonalislam-isis tank_1024

Alla fine della Prima guerra Mondiale (ma già dal periodo 1878-1884, quando si decise la spartizione dell’Africa e il vero inizio dei grandi imperi coloniali), il cosiddetto ‘Concerto delle Grandi Potenze’ mise mano a righello e compasso e … visione eurocentrica di opportunità politico-economiche; segnò così dei confini sulle spoglie del defunto Impero Ottomano, finito ufficialmente nel 1923, insieme all’esperienza ‘califfale’ di cui era investito il Sultano. Un esempio a caso: quelle Potenze crearono lo Stato iracheno, composto in realtà da tre territori, uno a nord (parte di un Kurdistan suddiviso in quattro frammenti), uno al centro (area di Tikrit, Baghdad) e uno a sud (la Mesopotamia). Come Nazione l’Iraq non esisteva!

Nel 1946-48 la nuova organizzazione internazionale, Nazioni Unite, iniziò a prendere a cuore le sorti degli ex imperi coloniali o di territori senza indipendenza, provvedendo che a tutti fossero garantite autodeterminazione, indipendenza (anche se differita), tutorati di genere vario per realizzare un mondo più giusto e…democratico, avviando giovani nazioni alla sovranità statale. Non tutte le decisioni dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite furono accettate e/o implementate.

Abu-Bakr-al-Baghdadi, Al-Qaeda-Iraq-ISIS

Abu-Bakr-al-Baghdadi, Al-Qaeda-Iraq-ISIS

A mano a mano, però, i nodi sono venuti al pettine anche nei Balcani dove la morte di Josip Broz, meglio conosciuto come Tito, e altre contingenze, hanno fatto sciogliere come neve al sole la Jugoslavia, mettendo in attuazione anche confini dell’epoca austro-ungarica. Per arrivare al settembre 2001 quando un pugno di seguaci di Osama Bin Laden riuscirono ad uccidere più di 4.000 persone, portando il colpo al cuore degli Stati Uniti, rimasti unica potenza globale dopo l’implosione dell’URSS, erede dell’impero zarista, dopo il primo conflitto mondiale.

Nel 1979, poi, in Iran per la prima volta il potere religioso si insediava stabilmente come potere politico, insediando gli sciiti al governo dello stato: una assoluta novità nel panorama musulmano. E allora non se ne comprese appieno la valenza geopolitica.

Ed ecco che la carta geopolitica di questa parte del globo ha iniziato a cambiare ricordando situazioni di fine XIX secolo, inizi XX°! Ma non era finita…il concetto di esportazione della democrazia in senso occidentale ha iniziato a prendere il sopravvento soprattutto dopo la caduta delle Torri Gemelle a New York: lotta al nuovo nemico inafferrabile, Al-Qaeda e soprattutto lotta ai quei dittatori con i quali peraltro affari finanziari importanti erano stati fatti…ma si sa…i diritti umani sono basilari in un mondo libero e quindi guerra per abbattere i sanguinari dittatori, aiutando anche militarmente le popolazioni arabe nella loro ‘primavera’ che forse si è rivelata più un grigio autunno in alcuni casi!

L’aiuto dato da alcuni governi occidentali alle popolazioni arabe, forse in buona fede (ma ne dubito personalmente) però non ha saputo ricostruire ciò che era stato distrutto lasciando spazi ad altre forze che si stavano rafforzando e espandendo. Non si può far collassare totalmente una struttura statale senza fare errori nel ricostruirla e poi la lezione deve essere che nulla si ricostruisce sul nulla: azzeri esercito, polizia, organizzazioni anche laiche e non si può pensare di riorganizzarle ex-novo, anche inviando istruttori specializzati, come ad esempio le nostre Forze Armate che hanno fatto e bene il loro dovere implementando decisioni politiche: addestramento Forze di Polizia, interposizione fra contendenti, aiuti umanitari, etc… con risultati duraturi ancora da verificare.

Tiriamo le somme dell’oggi: Libia sull’orlo della guerra civile; Iraq completamente destabilizzato; Siria in destabilizzazione da quattro anni anche se Al Asad resiste contro ogni previsione. La tolleranza religiosa verso altre confessioni, come cristiani o zoroastriani è completamente svanita: eppure in Iran prima del 1979 esisteva come in Iraq come in Libia, ove più radicata, ove più sottotraccia.

Siamo arrivati dunque al Califfato dell’ISIS…ricordi di un Medio Evo dunque non finito, risuscitato dopo qualche secolo! Teste tagliate; vendita di schiave per scopi sessuali nei mercati… e non ci sono più i Cavalieri di Malta che nei mercati del Mediterraneo nel Seicento-Settecento intervenivano per riscattare quantomeno le prigioniere cristiane, oggetti sessuali, destinate agli harem di influenti emiri. Uccisioni di massa anche di militari di eserciti regolari (vedi quel che accade nel nord dell’Iraq) oltre che di civili che non professano la stessa religione.

Il Califfato dell’ISIS: sinistra affermazione. Si sono chiesti i governi occidentali come si è arrivati al Medio Evo presente? Quali errori sono stati fatti? Di sicuro queste analisi sono state fatte ma non sappiamo quali sono stati i risultati di queste segrete riflessioni.images

All’improvviso, però, guarda caso, ci si è accorti concretamente dei Curdi, il cui territorio è suddiviso tra Siria, Iraq, Turchia e Iran. Kurdistan: ovvero terra dei Curdi…con una lingua, una cultura, tradizioni. I Curdi sono una Nazione ma dal 1922-25 in poi, dopo la partizione del territorio assegnato a quattro Stati diversi, la comunità internazionale, solo di tanto in tanto, si è interessata alle vicende di questa popolazione che invece proprio in questi giorni sta costituendo l’unico baluardo contro i ben armati (da chi?) combattenti dell’ISIS, del Califfato! Nel Kurdistan iracheno c’è Mosul e Kirkuk, così importanti per i giacimenti petroliferi: occorreva avere questa zona sotto un governo alleato dell’Occidente, fin da quando l’Iraq fu artificiosamente creato. E così fu, senza dare retta alle rivendicazioni di un pugno di combattenti curdi. Ora che quei pozzi sono minacciati pesantemente si armano i peshmerga curdi, anche se con armi datate ma il cui funzionamento sembra sia perfettamente conosciuto da quei guerrieri (sì, perché sono di buona razza guerriera): nel passato ovviamente nessun governo aveva mai pensato di dover addestrare dei guerrieri, forse anche un po’ pastori, perché…non ve ne era una ragione e ora che servirebbero loro armi forse più sofisticate di quelle che stanno per avere, non se ne possono dare perché…non saprebbero usarle (ne dubito fortemente) …ma i combattenti dell’ISIS sono molto ben armati, da quel che sembra, e determinati.

L’ISIS sta usando il nome dell’Islam, usurpando quella che è la vera realtà del Corano. Gli uomini dell’ISIS sono dei ‘pagani’…mi diceva un semplice musulmano marocchino, peraltro praticante, che cercava di farmi capire come quelli in realtà non fossero veri Credenti. Ne sono perfettamente convinta proprio per aver vissuto anni in mezzo ai veri musulmani.

Che fare? Si parla di ‘dialogo’ ma sono giunta amaramente alla convinzione che con questi ‘combattenti dell’ISIS’ non è possibile parlare, dialogare, intendersi. Questa è la sconvolgente verità, almeno per me, che ho sempre parlato di dialogo, di conoscenza, di comprensione con altre culture.

Se errori sono stati fatti nel passato (e ne sono stati fatti), ora è il momento di colpire duro per non continuare a commetterne altri, più fatali: bisogna riparare quelli fatti, anche se la riparazione porterà danni ‘collaterali’ molto gravi.

Il Medio Oriente è quasi completamente disgregato, destabilizzato e questo influisce molto anche sulle democrazie occidentali, in primis quelle che rappresentano il confine naturale sul Mediterraneo, avamposto dell’Europa, la trincea che non regge più: lo vediamo bene in Italia.

Dunque nel 2001 fu lanciata una guerra contro un dittatore e, in seguito, ci furono aiuti per eliminarne altri. Risultato? Il Califfato dell’ISIS che vuole riportare i confini a quelli medioevali con pratiche di quel periodo. Forse bisogna accettare che non è certo un brillante risultato (under statement!) e, seppur di malavoglia, questa volta mettere faccia e armi (possibilmente sofisticate) per annullare definitivamente questo ritorno ad un Medio Evo assurdo e di grande pericolosità.

Gli Stati Uniti allora terminino quel che hanno fatto; dopo essere stati così attivi contro Saddam Hussein, con i risultati che si conoscono, sono ‘timidi’ nei confronti della Siria e di Bashir Al Asad e inviano droni o consiglieri militari o pochi elementi (probabilmente molto più che dei semplici marines) per arginare il nuovo Califfo e i suoi seguaci: non basta per annullare i pesanti errori del passato.

La chiamata alle armi però si deve rivolgere in modo assai forte anche al mondo arabo, ai Paesi della costa mediterranea ad esempio, che, primi, dovrebbero comprendere quanto sia nocivo per loro e per la loro stessa sopravvivenza come Stati indipendenti, quel che potrebbe accadere sui loro stessi territori con il nuovo Califfato se questo si estende e guadagna consensi o sparge morte per costringere i consensi. Devono comprendere che anche loro hanno fatto seri errori politici nel passato (ad esempio il non riconoscimento dell’esistenza dello Stato d’Israele) e nel recentissimo presente. La Lega Araba: non agisce? Non è protagonista? In effetti non lo è mai stata e quando ha provato non ha avuto brillanti successi.

Il Califfato deve essere estirpato ora e con rudezza: i diritti umani sono sacri ed è per questo che, nel pieno rispetto di essi da parte del mondo occidentale, l’ISIS deve essere annullato rapidamente. Siamo in un Medio Evo presente per alcuni aspetti: chi può deve fare in modo di non permetterne la continuazione e l’espansione.

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Mappa del Kurdistan

Mappa del Kurdistan

2 Responsesto “Medio Evo prossimo futuro presente!”

  1. Veronica scrive:

    Concordo con l’analisi sia delle azioni sbagliate – e ce ne sono state tante a livello occidentale! – nel passato, sia della necessità di intervenire adesso… Sfortunatamente non farlo come alcuni gruppi vorrebbero adesso provocherebbe danni ancora peggiori di intervenire.

  2. Ivan scrive:

    Siamo davvero ancora nel Medioevo: oggi come allora l’Europa si divide e non fa fronte comune a causa di beghe interne, tranne scegliere obiettivi -come Costantinopoli nella 4^ Crociata o San Giovanni d’Acri in quella precedente- completamente inutili ed estranei al vero obiettivo. Un po’ troppo rètro richiamare addirittura le Crociate? Certamente, anche perché spiace doverlo ammettere, ma dal Vaticano non si alzerà mai il grido “Deus lo vult!”, attenti come si è a non offendere la sensibilità, prima ancora che dei Musulmani -i più illuminati dei quali temono l’ISIS forse ancor più di noi, visto che ci devono o ci dovranno convivere molto presto-, degli Europei imbevuti di “politically correct”. A questi vorrei far notare che Gesù disse di porgere l’altra guancia…e BASTA! non disse di riporgere la prima e poi l’altra e così via. Per cui, avendo solo due guance, una volte pòrte entrambe direi che sarebbe ora di muoversi. E forse siamo ancora in tempo a rimediare agli enormi errori fatti negli ultimi tredici anni, errori che fanno ritenere la gènia dei Jack Ryan (analista CIA praticamente infallibile in romanzi e film da Tom Clancy) completamente estinta negli USA. Ma tanto, come al solito, si deciderà di non fare nulla, perché troppo grandi gli interessi sul Kurdistan: è chiaro che adesso i guerrieri curdi chiederanno all’Occidente di estinguere il secolare debito nei loro confronti, ma ciò significherebbe entrare in crisi con la Turchia, alleato troppo importante di fronte al risveglio dal letargo dell’orso russo. Prevedo che piuttosto che la paura dell’ISIS (finché non avranno l’arma atomica gli USA non li considereranno davvero una minaccia), sarà quella per Daniel Craig alias Vladimir Putin a guidare le decisioni prossime venture di Obama e del suo staff.

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