Il Presidente della Siria Ahmed Hossein al-Shara alla Casa Bianca.

Era noto prima della caduta di Bashar al-Assad in Siria, come Abu Muhammad al-Julani. Ha molto combattuto in Iraq, spostandosi poi in Siria per la guerra contro il regime allora presente, riuscendo a far fuggire Assad. E’ un leader giovane per età, 43 anni e per esperienza internazionale a livello diplomatico. Ma ha esperienza forte di lotta. Nel passato era stato uno dei leader di Al Qaeda, con esperienze evidentemente molto diverse dalle attuali. Sarebbe lungo ricordare i suoi molteplici impegni nella lotta per l’Islam, prima di arrivare ad essere il nuovo presidente della Siria, anche se non con una elezione democratica popolare. Difficile in quella regione.

E’ certamente un momento particolare per la Siria e per il suo presidente, ricevuto alla Casa Bianca, anche se è stato fatto entrare da una entrata secondaria, probabilmente motivata da problemi di di sicurezza. Trump non lo attendeva sulla porta. Era dal 1946 che un Presidente degli Stati Uniti non riceveva un leader siriano.

Ascoltare il pensiero di Trump nell’incontro con i giornalisti, da solo, alla fine della visita siriana, è illuminante. Ha detto che vuole vedere la Siria divenire uno stato che possa avere un reale successo e crede che proprio con questo leader Damasco possa raggiungerlo. Sa che al-Shara ha avuto un passato difficile ma proprio questo passato può spingerlo a ottenere per il suo paese un successo internazionale. Da notare che però non ha indetto una conferenza stampa insieme al siriano.

Le notizie diramate sull’incontro hanno sottolineato che i due presidenti hanno discusso su come sviluppare i legami tra le due nazioni, rafforzarli e svilupparli su temi di interesse comune regionale e internazionale.

I due capi di Stato si erano in realtà già incontrati sei mesi prima in Arabia saudita e pochi giorni dopo al-Shara aveva cessato di essere un terrorista ‘globale’ per gli Stati Uniti.

Quali potrebbero essere gli interessi americani da sviluppare nei confronti della Siria che fanno comprendere l’invito per al-Shara alla Casa Bianca. Indubbiamente portare il governo siriano dentro la politica di stabilizzazione voluta e necessaria in Medio Oriente. Quali passi possono essere stati suggeriti da Trump al siriano? 

Sicuramente è stata indicata una cooperazione anti terrorismo, quello rappresentato ancora dall’ISIL, cioè il cosiddetto Stato Islamico, con le sue aderenze, per evitare che si installi in Siria o in parte di essa. Si parla poi di un necessario avvicinamento tra Damasco e Tel Aviv, pensando anche a un eventuale ingresso siriano negli Accordi di Abramo, per ora, però, ancora piuttosto difficile.

Importante è mantenere una stabilità in una Siria, coesa al massimo, per evitare che Teheran cerchi di divenire potente nel territorio tanto da sostituirsi all’attuale governo.

Serve una Siria lontana dall’ISIS e da qualsiasi movimento islamico come Al Qaeda e suoi eredi. Serve anche una Siria che non abbia più attacchi da Israele per potersi rafforzare internamente, senza ombra di guerre. Al-Shara chiede che le truppe israeliane si ritirino dal territorio siriano e sembrerebbe che vi siano degli incontri al riguardo, almeno secondo quanto dichiarato dal Presidente siriano.

Al-Shara è un uomo intelligente che nel corso della sua vita ha saputo scegliere e operare tanto da arrivare al vertice della Siria, dopo anni difficili in varie situazioni di contrasto islamico a governi strutturati. La Siria è ancora uno dei problemi da risolvere nella strategia regionale perché, in realtà, non è del tutto pacificata. Ma il nuovo Presidente ha probabilmente l’esperienza e il carattere per dominare nemici interni, di carattere oltranzista islamico e relazionarsi con gli ex nemici esterni.

Occorre attendere per vedere se la Siria riuscirà, anche con l’aiuto degli USA, a far virare la sua politica verso ciò che serve, per arrivare alla difficile stabilizzazione del Medio Oriente, essendone parte integrante e importante. Non occorre farsi troppe illusioni su una eventuale democrazia interna in senso occidentale.

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